La RDT venne proclamata nel settore sovietico di Berlino il 7 ottobre 1949. Nel 1953 un'imponente rivolta operaia cercò di togliere di mezzo l'occupazione sovietica e la dittatura comunista, la quale però rimase ben salda. Nel 1957 la RDT venne riconosciuta dall'URSS e dichiarata pienamente sovrana, ma truppe sovietiche vi rimasero stanziate, in base agli accordi della Conferenza di Potsdam, principalmente con la motivazione ufficiale di proteggere la nazione dalla minaccia statunitense durante la Guerra Fredda. La RDT venne ammessa all'ONU insieme alla Germania Ovest solo il 18 settembre 1973, poiché fino a quel momento l'organizzazione non ammetteva nazioni divise (come pure la Corea).
La Germania Est era Stato membro del Patto di Varsavia. Fino agli anni '70, in Germania Ovest la RDT veniva indicata come Mitteldeutschland ("Germania centrale", dai nostalgici della Grande Germania) o SBZ (da Sowjetische Besatzungszone, "Zona di occupazione sovietica"). Con la salita al potere di Erich Honecker e la quasi contemporanea elezione a cancelliere di Willy Brandt in Germania Ovest, iniziò un periodo di riavvicinamento tra le due Germanie (Ostpolitik) con la creazione delle ambasciate e visite ufficiali dei capi di Stato. A seguito di elezioni libere, si riunì alla Germania Ovest il 3 ottobre 1990.
L'ordinamento della Germania Est imitava in pratica quello degli altri Stati socialisti, non senza tuttavia alcune formali maggiori aperture democratiche necessarie a marcare una differenziazione rispetto alla precedente dittatura, il nazismo.
La guida dello Stato era affidata, direttamente dalla Costituzione, al Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands (SED, Partito Socialista Unificato Tedesco), formato dalla fusione dei comunisti del KPD coi socialisti dell'SPD, con la finalità della costruzione di una società senza classi. Non si trattava tuttavia dell'unico partito ammesso. La SED era infatti affiancata da altri quattro partiti: i cristiano-democratici della CDU, gli agrari del DBD, i liberaldemocratici del LDPD e i nazionaldemocratici del NDPD. Il ruolo di questi quattro partiti era quello di raggruppare le classi piccolo-borghesi e contadine intorno al progetto politico operaio della SED. Alla CDU, il secondo partito per importanza, era riservata per legge la presidenza del Parlamento, della Camera di Giustizia e del Tribunale Supremo. Raccolti nel Fronte Nazionale, i cinque partiti controllavano ogni aspetto della vita politica, economica e sociale, centrale e locale, del Paese.
La Costituzione, approvata il 30 maggio 1949 ed entrata in vigore il 7 ottobre dello stesso anno, istituiva un Parlamento con bicameralismo imperfetto, diviso tra la Volkskammer (Camera del Popolo), composta da 500 membri eletti ogni 4 anni e cui spettava il potere legislativo, e la Länderkammer (Camera dei Länder), avente funzione consultiva e di veto nelle questioni attinenti ai Länder. Sei anni dopo la trasfomazione dei Länder in Bezirke (1952), divisioni provinciali soggette ad un molto più stretto controllo da parte del potere centrale, la Länderkammer venne abolita, e il Parlamento divenne unicamerale. Le elezioni per la Volkskammer si svolgevano sulla base della Lista unica redatta dal Congresso del Fronte Nazionale. La suddivisione dei seggi parlamentari era prefissata, sulla base di un'impropria idea secondo la quale i deputati non rappresentavano il popolo, come nella tradizione occidentale, perchè dotati di un mandato politico espresso dai cittadini elettori, ma perchè rispecchianti socialmente il peso numerico dei ceti componenti l'elettorato. Alla SED erano dunque assegnati d'ufficio il 25% dei seggi parlamentari, agli altri quattro partiti il 10,4% ciascuno, ai sindacati (FDGB) il 13,4%, l'8% sia all'organizzazione giovanile della Libera Gioventù Tedesca (FDJ) sia all'Associazione Democratica delle Donne (DFD), mentre i restanti seggi erano appannaggio dell'Unione delle Associazioni Culturali, comprendente artisti, scienziati e docenti universitari.
Il potere esecutivo spettava invece allo Staatsrat, il Consiglio di Stato, organo di direzione politica composto da 24 membri da cui dipendevano il Consiglio dei Ministri e il Consiglio Nazionale di Difesa. La funzione egemone della SED si manifestava in un Diritto di Direttiva , praticamente vincolante, del Politbüro del partito verso lo Staatsrat, e soprattutto nell'usuale unificazione nella stessa persona delle cariche di Segretario Generale della SED, di Presidente dello Staatsrat e di Presidente del Consiglio di Difesa, che in situazioni d'emergenza poteva fra l'altro emanare provvedimenti e leggi senza l'autorizzazione parlamentare.